Terrazza del caffè la sera
La storia
«Terrazza del caffè la sera» fu dipinta in una notte di settembre del 1888, proprio nel luogo che state guardando. Vincent van Gogh piazzò il cavalletto all'angolo di place du Forum ad Arles, nel sud della Francia, e dipinse dal vero, al buio. Sopra i tavoli brilla una lampada a gas, davanti a lui c'è la tenda gialla del caffè e sopra i tetti il cielo è pieno di stelle.
Era una novità perfino per lui. Fino ad allora i pittori dipingevano la notte con il nero e il grigio. Van Gogh scrisse alla sorella Wil di aver dipinto un quadro notturno senza alcun nero, solo con un bel blu, viola e verde. Guardate «Terrazza del caffè la sera» e capirete perché: la luce gialla sotto la tenda rende il blu del cielo ancora più profondo. Qui la notte è più colorata del giorno.
«Terrazza del caffè la sera» è anche il primo quadro in cui compare il suo cielo stellato, che in seguito diventerà il suo segno distintivo. Nello stesso mese arrivò Notte stellata sul Rodano e, un anno dopo, la celebre Notte stellata. Molto più tardi alcuni astronomi confrontarono le stelle del quadro con il cielo di quell'anno. La loro conclusione: Vincent van Gogh dipinse le costellazioni come erano nella notte del 16 o del 17 settembre 1888.
«Terrazza del caffè la sera» appartiene a una felice fine d'estate ad Arles. Più o meno nello stesso periodo Vincent van Gogh dipinse anche La casa gialla, la casa in cui viveva e sognava di riunire amici pittori. Pochi giorni prima della terrazza passò tre notti in un altro caffè e dipinse Il caffè di notte: un interno con pareti rosso sangue e un biliardo verde. I due quadri sono come due volti della stessa notte, l'uno soffocante e inquieto, l'altro sereno, sotto le stelle.
E chi sono le persone ai tavoli? Van Gogh chiese alla sorella se avesse letto «Bel-Ami» di Maupassant. Il romanzo si apre con una notte parigina e caffè illuminati, pieni di gente che beve. Alcuni studiosi vanno ancora più in là. Nel 2013 è apparsa la teoria secondo cui nel quadro sarebbe nascosta l'Ultima Cena: dodici persone siedono nell'alone giallo della luce e tra loro c'è un cameriere vestito di bianco, proprio sotto una finestra le cui cornici formano una croce. Nessuno può dire con certezza se Vincent van Gogh l'abbia fatto apposta. Ma proprio allora scrisse al fratello Theo di sentire un forte bisogno di religione, e che per questo usciva di notte a dipingere le stelle.
Il caffè esiste ancora oggi. Nel 1990–1991 è stato ristrutturato per somigliare al quadro, e turisti da tutto il mondo si fermano all'angolo della piazza dove un tempo stava il cavalletto. «Terrazza del caffè la sera» è conservata al Museo Kröller-Müller di Otterlo, nei Paesi Bassi. Vincent van Gogh non la firmò. Non serviva: nessuno potrebbe confonderla.
Curiosità
La tela misura 80,7 × 65,3 cm, olio su tela.
Alla sua prima esposizione, nel 1891, il quadro si intitolava semplicemente «Caffè, la sera».
A destra, accanto al negozio illuminato, c'erano i resti di un monumento romano. Van Gogh li lasciò fuori dal quadro.
Il caffè compare anche nel film «Ronin» (1998), con Robert De Niro.